lunedì 25 aprile 2011

LIBRO: ORIGINALE BOSNIACO - MADE IN ITALY - Franjo Matanović

questo è un mio libretto (che ho fatto con mio vecchio metodo: “samizdat” - come si faceva in tempi di Russia comunista)

a chi desidera mando volentieri copia cartacea

PESCARE I
ho pescato la mia
sorte
ho pescato ho pescato
e non sono mai riuscito a prenderla
 
ho pescato in tutti i modi
e in ogni tempo
ho trascorso giorni e notti
sulle rive dei fiumi e dei laghi
degli stagni e dei mari
 
la mia sorte non ha
voluto abboccare

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PESCARE II
ho pescato l’amore
pensando che ciò fosse qualcosa
che si possa pescare
come si pesca il pesce
 
ho pescato
ho cercato
aspettavo di trovare
quella donna che volesse
che le scrivessi poesie
di verità di dolore d’amore
 
ecco questo è la prova
che sono un vero bosniaco
ritardato
metà millennio dopo la storia
perché invero
chi ancora legge poesie
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****
quella tua parola
che mi è scesa
fino in fondo all’anima
mi ha nutrito
come latte materno
 
ti ringrazio
per quello che mi hai detto
           
ho compreso tutto ciò
che era racchiuso in quella parola
tutto quello che non può
essere mai espresso
né scritto
né cantato
 
resterà lo scampanio 
della tua parola
nella mia anima
tutti miei sensi
dimenticheranno e la memoria
sarà cancellata
nessuno
ricorderà in che lingua mi
hai parlato
ma nell’anima resterà
quel calore
resterà quella eternità
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ORIGINALE BOSNIACO – MADE IN ITALY
 
 
quel
lampo dei tuoi occhi
mentre stavo tra
quelle
porte blindate
uscendo al caldo
di questa estate
ha spento in me
ogni speranza di esistere
senza di te
 
non ho capito
che dovevo tornare
(originale bosniaco – made in italy)
ma è tornata
la mia anima
e non stop bussa
alla porta
del tuo cuore
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PROMESSA
 
 
ho promesso
al console la signora Matanić
che avrei scritto                      
una poesia sulla tua gonna
 
ma cosa sa il poeta della gonna
cosa mai può scrivere in merito
povero
nient’altro che sotto la gonna
può nascondersi
 
ma poiché non sono
di quelli campa caval che (tre puntini)
farò menzione di tutto questo
e confesso
so solo
nascondermi
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VOLO CALPESTATO
 
hai calpestato il verme
non hai voluto gettare uno sguardo
è rimasta la traccia grassa
del tuo tratto
artistico
sull’asfalto
che una pioggia laverà
 
hai calpestato
stritolato quella brutta creatura
e magari
da quel bruco
poteva levarsi nel aria
un volo di farfalla
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****
 
ho voluto muovermi
ho voluto camminare
ho voluto venirti più vicino
ancora più vicino
vicinissimo
                       
ho voluto conoscerti
 
era qualcosa più forte
di me
della vergogna
delle preoccupazioni
era qualcosa più forte del corpo
che tutta la forza
mi toglie dal petto
che sino alla morte
mi riconosce
 
ho voluto conoscerti
ho voluto diventare uno
l'uno che sei anche tu
unico essere
di ogni mio sognare
di ogni mio cercare
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Segnalazione di merito  PARTECIPANTE STRANIERO IN LINGUA ITALIANA di ASSOCIAZIONE CULTURALE SAVONESE "ZACEM"
Concorso 'pennacalamaio@zacem.it'
2009
 
LA DIMENTICANZA

ho visto da qualche parte
occhi
che mi amano
desiderano
e non posso
dimenticarli mai
 
il problema di questo bosniaco è
come ricordarsi
quando e dove
e di chi fossero quegli occhi
che mi amano
che mi desiderano
e mi chiamano senza fine
 
talvolta so
che sono vicino
vicinissimo
e corro per le vie
e cerco nelle piazze
ma poi la dimenticanza
prende il sopravvento
e finisco in qualche bar
o vado a casa a scrivere una poesia
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VI  Concorso Letterario “ANSELMO SPIGA”, San Sperate
1° premio, 2009
 
PESCARE III
ho pescato l’ispirazione
per una poesia
nel frigorifero
aprendo una dietro l’altra
birre di Sarajevo
 
il risultato è stato un mucchio
di barattoli vuoti
e tante volte il gorgogliare del water
una piena stagione di foglie cadute
sul pavimento della mia stanza a maggio
e nel sonno
così da lontano è arrivata
la decisione
come tu sia
l’unica mia ispirazione
l’unica mia birra di Sarajevo
senza la quale non posso vivere
nonostante tu sia di Zagabria
so che sei l’unica
quella che cerco e desidero
ma in nessuna parte arrivo a pescarti
proprio come il destino
che non vuole agganciarsi
al mio pescare
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Premio Internazionale di Poesia “TRA LE PAROLE E L’INFINITO”, Casoria, 2008
Premio del Sindaco, sez Autori Straneri



LA NEVE QUANDO SI SCIOGLIE
 
mi sono innamorato di te
e non ti ho visto
mai
 
mi sono innamorato del tuo nome
mi sono innamorato delle parole
che mi hanno detto su di te
 
mi sono innamorato fino al dolore
 
adesso
quando non ti sento
né vedo né conosco
quando queste nostre realtà
non hanno identità
sappi che io ti amo
con un amore
che non ti posso descrivere
ma è più forte
della concretezza
e più doloroso
della neve quando si scioglie
 
stanotte risveglierò
tutti miei sogni
che ti sognano
proprio perché
i sogni non possono essere bugiardi                            
mai
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BUSSO
 
stanotte busserò
nel tuo cuore
se quietassi la musica
se spegnessi tutto il mondo
sentirai come senza fine
bum bum  busso
perché mi apri
e mi ricevi
 
stanotte non esisto
nella concretezza
fuori dai sogni
non voglio fuggire
perché tu non esisti
nella concretezza
esiste solo quello
in cui ti hanno trasformato
quello che non sei tu
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MADE IN CHINA
 
sto lì davanti al Nazionale*
come un deserto millenario
che aspetta la nuvola
la pioggia
te
 
sto lì e i miliardi di fantasie
corrono come le paure e le gioie
nelle spirali del cervello
si scontrano
si battono fanno la guerra
scendono sino al calcagno
ma non mi abbandonano
forse perché le scarpe sportive
made in china
non lasciano che tutto ciò si disperda
sull’asfalto
perché esso non si sciolga dalla                                              
vergogna
 
                                                                                  *un cinema di Trieste
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INUTILE VOLO DI APE
 
 
perché esisti oh! silenzio
quando mai
ti posso sentire
 
perché esisti oh! solitudine
quando mai posso stare
in disparte con te
 
perché esisti oh! ubriacatura
quando non posso berti
in un sorso
come quella primavera
che non ha mai                                   
fiorito per me
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AZZURRO
 
l’incessante
grido dei tuoi occhi
mi sveglia
dalle onde
addormentate
del mare sporco di Barcola*
 
voglio rubarti
qualche lettera
(almeno quelle doppie)
da quello che tu leggi
 
non so il tuo nome
e vorrei con le lettere rubate
scriverti una poesia
 
pettini i tuoi capelli azzurri
la solitudine azzurra passi
sul telo azzurro
impotente sdraiata
tutta dedita al sole 
 
finchè io impotente me ne vado
nella pazzia azzurra
a scrivere una poesia
di cui non so il nome
                                                                                  *lungomare a Trieste
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SE DARANO FRUTTI
 
 
ho piantato
quest’anno in Svilaj
due cotogni nel cortile
se daranno frutti
comprerò due armadi
e li metterò sopra in due file
che mi daranno l’odore
di tutta l’infanzia
di tutta la bellezza dell’autunno
e del canto
 
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tradotto dal croato nel giugno 2010
ORIGINAL BOSANAC-MADE IN ITALY
nova samoizdaja 4
rujan 2007  Trieste
F.M. neDostajemiviski
franjomatanovic@libero.it
 

SALVE


salve
proverò anche qui
come varie altre volte inserire i miei testi
pur non conoscendo bene la lingua italiana
e per questo chiedo scusa se qualcuno leggerà che non si offenda
e ogni correzione l’accetto con gratitudine